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Dal momento in cui ho deciso di approdare alla Brixia, molte illazioni e commenti, non sempre positivi, sono stati fatti al riguardo. Purtroppo come spesso accade nel nostro “ambiente” il tutto è accaduto senza interpellare, nella maggior parte dei casi, il diretto interessato. Desidero quindi raccontare come sono andate le cose ed i perché della mia scelta.
Alla fine del 2008, l’allora Direttore Tecnico Nazionale Enrico Casella, a cui ero legato già da anni di esperienze comuni sia di collaborazione a livello regionale ed in seguito a livello nazionale ed anche da un rapporto di amicizia, mi propone una collaborazione lavorativa presso la società dove lui opera per un “progetto a lungo termine”. Il tutto indipendentemente dalle future scelte Federali, che per altro mi coinvolgevano visto il mio contratto con la FGI per il 2008 in relazione al Centro Tecnico Regionale di Milano. La cosa mi incuriosisce ma la ritengo ancora non matura poichè intendo proseguire con i miei impegni sia Societari con la Sampietrina Seveso e l’ASA Cinisello, sia con il Centro di Milano. Decidiamo comunque di riparlarne più avanti nel tempo e continuiamo nelle nostre attività. Nelle settimane successive i nostri contatti proseguono tanto che ci incontriamo di nuovo in varie occasioni e l’idea comincia a prendere corpo. Le mie maggiori remore sono in relazione alle mie attività già in essere, soprattutto nei confronti della mia società che, in tempi non sospetti, mi aveva dato fiducia. Nel frattempo a livello Federale i Quadri Tecnici della femminile subiscono un cambiamento radicale e nel periodo antecedente ai Campionati Europei di Milano il nuovo Direttore Tecnico, Fulvio Vailati, mi comunica che per il Centro di Milano (Regionale?/Nazionale?) sarò coinvolto in un qualcosa, ma non specifica nulla in proposito, senza darmi quindi certezza su eventuali incarichi. Sono passati più di tre mesi dai primi contatti, e in questo periodo, piano piano, ho cominciato a intravedere una possibilità di cambiamento che alla fine diventa una certezza. La molla è quella di poter maturare nuove esperienze di più alto contenuto, approdando in una società con un “personaggio” che negli ultimi anni ha scritto la storia per quello che riguarda i risultati della ginnastica italiana e non, con una esperienza e una struttura organizzativa ed impiantistica di altissimo livello. Il lavorare in una Associazione, come molti sanno, dà inoltre una sicurezza maggiore nel tempo rispetto ad impegni Federali, che possono repentinamente mutare (la storia recente insegna). Avendo io solo questo tipo di lavoro come mezzo di sostentamento, la scelta più sicura e meno rischiosa era quindi quella di un lavoro societario. Presa la decisione mi organizzo per cominciare a comunicare il tutto alle varie parti coinvolte, per tempo, in modo da dare la possibilità a tutti di potersi organizzare per il futuro. Quello che succede subito dopo non è molto edificante. A gennaio spedisco una mail al mio Comitato a cui devo fare riferimento per quello che riguarda il Centro di Milano. Il mio contratto Federale è infatti terminato alla fine del 2008 ma avevo continuato a seguire l’attività delle ginnaste del Centro Regionale. Per conoscenza mando l’email comunque anche al DTNF Fulvio Vailati, al quale comunico la mia scelta di abbandonare, dopo tre anni il Centro rimanendo però a disposizione sino al 15 giugno e dando la mia disponibilità per eventuali prossime collaborazioni con la Regione, come da circa 10 anni a questa parte. Questo il testo:
“In seguito alla decisione personale di intraprendere un nuovo impegno a livello societario, che non mi permetterà di poter dedicare del tempo ad altri incarichi nell’arco della settimana, comunico a tutti gli interessati, le mie dimissioni da responsabile del Centro Tecnico di Milano della Sezione Femminile a partire da 15 Giugno 2009.
Ribadendo che la mia è una decisione dettata esclusivamente da motivazioni e scelte professionali, voglio ringraziare tutte le persone ,dirigenti e tecnici, che mi hanno permesso di realizzare questa importante esperienza, motivo di crescita umana e tecnica.
Certo di poter condividere ancora ulteriori esperienze in futuro, auguro un buon lavoro a tutti per il prosieguo dell’attività Regionale.”
Nel giro di 24 ore tutte le parti vengono informate. Contemporaneamente Casella ha cominciato a divulgare un volantino che pubblicizza i Camps che si dovranno tenere in estate alla Brixia, dove compare il mio nome come collaboratore. Siamo nella settimana degli Europei di Milano. Venendo i Consiglieri Regionali a conoscenza della mia comunicazione poche ore dopo la divulgazione di questi volantini vengo subito tacciato di poca serietà e di un atteggiamento non professionale, in quanto non ho avvisato prima di questa mia scelta. Peccato che nemmeno io, “prima”, la conoscessi. Per di più, oltre a non permettermi più di condurre gli allenamenti Societari domenicali organizzati dal Comitato, impegno che sarebbe terminato alla fine del 2009, il Centro Tecnico, invece di terminare il 15 giugno, viene sospeso al termine di maggio, con la motivazione che “ visto lo scarso numero e l’abbandono di alcune ginnaste il Comitato non riteneva di proseguire l’attività”. In realtà in quel momento una sola ginnasta, Flavia Di Cagno, aveva in pratica smesso di allenarsi. Le altre 6 ginnaste frequentavano regolarmente, con un numero di presenze come nei due anni precedenti, in funzione anche degli esami scolastici che, come si sa, sono alla fine dell’anno. Tutto questo accade dopo una riunione nella quale veniva confermato alle Società coinvolte che l’attività avrebbe avuto il suo normale svolgimento sino al 15 Giugno. Perché tutto ciò? Quale è la mia colpa? All’opposto di questa situazione sono le reazioni delle mie società di appartenenza, la Sampietrina Seveso e l’ASA Cinisello, società che lavora nella palestra di Seveso e con la quale esiste da anni un progetto di collaborazione che ha dato nel tempo dei buoni risultati. Informati dei fatti i dirigenti e gli allenatori delle due realtà, dopo un momento di naturale preoccupazione, hanno saputo comprendere la situazione ed il tutto è stato visto come una possibilità che avevo per una mia ulteriore crescita professionale, nonché come una scelta di vita. I rapporti di collaborazione sono proseguiti sino ad oggi senza problemi, con l’impegno da parte mia, condiviso dalla Brixia, di poter proseguire ad accompagnare in gara le ginnaste di Seveso sino alla fine del 2009. Ringrazio dirigenti ed allenatori di Seveso e Cinisello per la comprensione e per aver anteposto i rapporti umani al pettegolezzo. Grazie per aver interpretato questa mia scelta come momento di cambiamento e non come l’appartenenza obbligatoria a fazioni o schieramenti e per non aver perso di vista la semplice realtà delle cose. La mia voglia di migliorare e di sperimentare mi ha portato nel tempo a cambiare e a provare realtà diverse, cominciando dalla maschile, passando alla femminile, collaborando con tutte le istituzioni per dare una mano a tutti, nel limite delle mie conoscenze, arrivando a collezionare anche qualche risultato di prestigio. Nel momento in cui ho deciso di approdare a quello che può essere considerato un ambiente di assoluto livello e di riferimento per tutta l’Italia nell’intento di dare una mano a formare altri atleti di alto livello, magari utili alla collettività, di colpo non va più bene. Perché? Io sono lo stesso di prima, lavoro in palestra, e questo è il mio scopo. Bisogna sempre e per forza vederci dell’altro?
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