Il brixia pensiero
Scritto da Enrico Casella   
Domenica 18 Luglio 2010 23:01

 

 

Queste mie righe sono rivolte al Presidente ed ai Consiglieri della Federazione Ginnastica d’Italia ed a tutti gli amanti della ginnastica artistica femminile; la situazione in Italia di questo settore è ormai giunta ad un livello in cui sento l’obbligo di uscire da un volontario silenzio iniziato un anno e mezzo orsono. Non è più possibile per me continuare ad accettare costantemente situazioni di palese strumentalizzazione e constatare che la realtà viene sistematicamente capovolta.

 

Un esempio emblematico di quanto ho appena affermato è rappresentato da quanto scritto sul sito federale il 24/05/2010 nell’articolo riguardante le finali di specialità ai Campionati Assoluti di Ancona : “Claudia Ferrè, Paolo Bucci, Enrico Casella e Laura Rizzoli stanno crescendo un gruppo davvero interessante e competitivo, che, al di là delle quattro protagoniste della rassegna anconetana, può contare su Andrea Foti ed Emily Armi da una parte, Paola Galante e Greta Carnessali dall’altra. Un gruppo che, pur sfidandosi a viso aperto in pedana, dialoga fuori e, collaborando con il DTN Fulvio Vailati e il responsabile degli allenamenti Paolo Pedrotti, punta fiducioso verso l’obiettivo comune di Londra 2012.”

 

EBBENE, QUANTO SCRITTO NON CORRISPONDE ASSOLUTAMENTE ALLA VERITA’!

 

Desidero infatti precisare che:

 

-       Non esiste alcun dialogo fra il sottoscritto e gli allenatori Claudia Ferrè e Paolo Bucci.

-       Non stiamo crescendo un gruppo, bensì ciascuno allena le proprie ginnaste.

-       Non esiste nessun tipo di rapporto con il DTN Fulvio Vailati, nemmeno quello che, secondo il mio parere, ci dovrebbe essere visto il ruolo da lui ricoperto.

-       Comunico solo saltuariamente con Paolo Pedrotti anche se con risultati assai scarsi, visto che la maggior parte delle volte le informazioni ricevute non corrispondono a quello che poi realmente accade.

-       Non ho la minima fiducia, vista l’impostazione attuale, verso l’obiettivo di Londra 2012.

 

Poiché questa situazione è nota alla maggior parte degli addetti ai lavori, gradirei che non venissero fornite informazioni inesatte attraverso il sito federale dirette ad una molteplicità di appassionati che non essendo al corrente della realtà vengono fuorviati ed ingannati, cercando di avvalorare ad ogni costo il postulato che “va tutto bene” quando in realtà le cose non stanno così.

 

Il fatto di non condividere la filosofia che la Federazione ha messo in atto per il settore femminile dall’inizio del 2009 è un mio legittimo diritto che non mi ha però impedito, sino ad ora, di continuare a lavorare in palestra per la mia Società, preparando ginnaste di livello internazionale che sono servite alla causa delle squadre nazionali. In questi anni sono riuscito a costruire, insieme a chi  ha collaborato con me, un “sistema per produrre ginnastica di alto livello” che ha ottenuto risultati sportivi unici nella storia della nostra Federazione che sono sotto gli occhi di tutti. Dal 2007 inoltre, oltre ad uno staff tecnico di assoluto livello, sono riuscito a consolidare una situazione di impiantistica tecnica e logistica ineguagliabile. Tale “sistema” richiede investimenti economici per sostenersi visti gli elevati costi intrinseci e la difficoltà di reperire le risorse economiche necessarie. La F.G.I. ha deciso di non avvalersi di questo “sistema” e quindi di non investirvi risorse economiche e questo è più che legittimo anche se dal mio punto di vista risulta incomprensibile. Questa decisione mi ha obbligato a trovare nuove strategie per recuperare le risorse economiche necessarie per la “sopravvivenza” stessa della mia Società Sportiva che è fortemente sbilanciata verso settori agonistici di alto livello che notoriamente rappresentano centri di costo e non certo di ricavo. Il passo decisivo per la “sopravvivenza” è stato quello di proporre il “sistema per produrre ginnastica di alto livello” direttamente alle Società Sportive italiane e straniere che operano nel settore dell’alta specializzazione. L’apprezzamento di questa strategia e delle molteplici iniziative messe in campo ha portato ad un incremento esponenziale di diversi tipi di richieste e quindi alla necessità di un impegno in prima persona sempre più elevato.

 

Se la Federazione Ginnastica d’Italia intende avvalersi delle mie competenze tecniche è necessario che compia delle scelte chiare. Io rispetto ogni decisione ma non sono più disponibile ad essere “utilizzato” o “non utilizzato”  in modo improprio come è accaduto in questo anno e mezzo, periodo in cui, a mio modo di vedere, si è evidenziata la mancanza di rispetto per il lavoro delle persone e poca considerazione verso la passione vera. Si è fatta consuetudine una etica comportamentale che non posso condividere e che la Federazione non dovrebbe fingere di ignorare, o addirittura avvallare, come oggi spesso accade. Lo stillicidio del continuo utilizzo dello svincolo unilaterale da parte di alcuni per accaparrarsi le atlete che altri pazientemente costruiscono è un sintomo del degrado a cui siamo giunti. Aggrapparsi a qualsiasi cosa pur di trarne un vantaggio individuale, sia materiale che di immagine, può far parte della natura umana ma va combattuto da una collettività che vuole realmente crescere. Oggi purtroppo chi ha il compito di dirigere questa collettività sembra invece preoccuparsi più delle proprie questioni personali che del bene collettivo.

 

E’ necessario far chiarezza affinché si possa distinguere tra chi ha “i meriti” e chi invece ha “le responsabilità” per ciò che accade ed accadrà in un settore che amo ed a cui ho dato tanto e che vedo in una fase di involuzione molto pericolosa. Desidero altresì ricordare a tutti coloro che amano la ginnastica che ognuno di noi è responsabile per ciò che fa, poiché c’è sempre il libero arbitrio che ci consente di rimanere liberi e di prendere le decisione che servono a distinguere le persone vere da quelle finte.

 

 

 

Ing. Enrico Casella
 
Che 2009 è stato per la ginnastica artistica femminile italiana?
Scritto da Enrico Casella   
Giovedì 25 Febbraio 2010 11:52

 

Senza  dubbio un anno di grandi cambiamenti, con una impostazione diversa nei contenuti e nei personaggi chiamati a gestire la situazione. A parte i proclami di inizio mandato che hanno, da sempre, una valenza relativa, nella pratica si è assistito ad un disinvestimento economico relativamente alle realtà societarie che hanno prodotto risultati nel quadriennio precedente ed allo spostamento della maggior parte della risorse su uno dei due Centri Tecnici Nazionali attualmente esistenti e cioè quello di Milano. Sono da sempre stato un fautore del sistema misto, sono cioè convinto che per ottenere grandi risultati la via possibile in Italia sia quella di sostenere economicamente le Società in grado di produrre ginnastica ad alto livello e di avere uno o più punti gestiti direttamente dalla Federazione in cui poter appoggiare le ginnaste che non hanno la possibilità di sviluppare il proprio potenziale nelle loro realtà locali. Un sistema di questo tipo necessita di un continuo monitoraggio da parte di chi ha il compito di indirizzare e dirigere l’attività di alto livello. Ciò che deve essere ben chiaro è che le persone in grado di indirizzare e dirigere un movimento non si possono imporre dall’alto se non vi è contemporaneamente una condivisione da parte di chi poi deve quotidianamente confrontarsi con loro. La dialettica ed il confronto sono indispensabili se si vuole costruire un sistema vincente. Vi possono essere anche modi diversi di raggiungere un risultato, per cui è inutile demonizzare le vie diverse da quelle che in un determinato “momento storico” vengono definite come quelle da seguire. Solo i risultati effettivamente ottenuti possono essere presi come misura del successo o meno di un determinato percorso. Un sistema filosofico come quello impostato dalla F.G.I. per il 2009, che vede dei “nemici” in chi lavora preparando da sempre ginnaste che hanno dato lustro alla ginnastica italiana a livello internazionale, è un sistema che non è in grado di interpretare correttamente ciò che è evidente ai più. Imporre metodi e persone crea unicamente situazioni di attrito ed il 2009 lo ha ampiamente dimostrato. Si confonde l’autorità, e quindi il potere che essa porta inevitabilmente con sé, con la mera capacità di esercitare una coercizione. Avere potere si può anche tradurre nella capacità di esercitare una coercizione che non richiede il consenso dell’altro, perché lo tratta come un oggetto di cui disporre, ma avere autorevolezza vuol dire avere la capacità di fare un appello rivolto a qualcuno perché compia un atto libero di consenso che si traduce in un ascolto e si realizza ultimamente nell’obbedienza. Solo una persona libera può obbedire!

 
La Giustizia Sportiva secondo la F.G.I.
Scritto da Onofri Francesco   
Venerdì 18 Dicembre 2009 20:32

 

Uno dei vecchi adagi che si imparano subito non appena si comincia il mestiere di avvocato è che non c’è una causa uguale all’altra. Ma quella che ha visto Enrico Casella, incredibilmente condannato per avere offeso il Presidente Federale, è la “meno uguale” tra quelle che mi sarei potuto aspettare nella mia vita professionale.
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I perchè di una scelta
Scritto da Marco Campodonico   
Lunedì 14 Dicembre 2009 16:15

 

 

Dal momento in cui ho deciso di approdare alla Brixia, molte illazioni e commenti, non sempre positivi, sono stati fatti al riguardo. Purtroppo come spesso accade nel nostro “ambiente” il tutto è accaduto senza interpellare, nella maggior parte dei casi, il diretto interessato. Desidero quindi raccontare come sono andate le cose ed i perché della mia scelta.
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Forum, Blog e Social Network
Scritto da Enrico Casella   
Giovedì 26 Novembre 2009 12:47

 

Nei Forum, Blog e Social Network su Internet, dove si parla di ginnastica e dove tanti appassionati esprimono le proprie emozioni, sensazioni ed opinioni, è normale e fisiologico che vi siano inesattezze od anche illazioni prive di fondamento. Questo non deve portare a pensare che questi “luoghi” siano realtà negative, bensì deve solamente far riflettere sul fatto che evidentemente c’è una carenza di informazione generalizzata sulla ginnastica; una carenza che consente a chi è più addentro a determinate questioni e che magari è un anonimo frequentatore di questi “luoghi”, di indirizzare le discussioni su filoni che portano fuori strada chi vorrebbe semplicemente saperne di più dello sport che ama. D’altronde non si può pensare che in questi “luoghi” si possano affrontare in maniera approfondita molte questioni che richiedono uno stadio di conoscenza molto avanzato delle diverse problematiche. Gli addetti ai lavori dovrebbero affrontare i problemi veri utilizzando i canali istituzionali preposti allo scopo, cercando un confronto dialettico sui problemi reali, cosa che, perlomeno in questo ultimo anno, non è avvenuta. Lasciamo i Forum, i Blog ed i Social Network ai “legittimi proprietari” e cioè gli appassionati veraci, magari anche poco oggettivi, però sinceri ed entusiasti della nostra magnifica disciplina e cerchiamo di individuare delle soluzioni ai problemi che il nostro ambiente ci chiede di trovare.

P.S.: non mi sono mai iscritto a Facebook, ma qualcuno ha pensato bene di inserire un “Enrico Casella” con il mio profilo. Che significato può avere tutto ciò?

 

 

 
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